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...la visione

Siamo anche convinti che i voti producano effetti negativi in quanto gli studenti si avvicinano  alle materie e allo studio con l’unico e dichiarato obiettivo di ottenere un buon voto.

 

Il desiderio della conoscenza, il brivido della scoperta, l’interesse verso ciò che può fornire gli strumenti che garantiscono un adattamento funzionale alla realtà passano sempre in secondo piano. Inoltre spesso gli studenti non riescono a comprendere che il voto si riferisce ad una particolare e circoscritta prestazione o compito: credono che il voto definisca la loro persona.

Bastano quindi pochi giudizi negativi per far sì che quel voto diventi la loro identità.

“ho preso 4, valgo 4”.I voti si trasformano allora in macigni di cui i ragazzi si fanno carico e che condizionano la loro vita, che diventano una zavorra che rallenta ed incide su scelte e direzioni. Il voto è solo un numero, un’invenzione, che ci vorrebbe tutti uguali. I voti generano pregiudizi, e quindi sulla base dei risultati ottenuti si generano delle aspettative o dei giudizi che precedono il voto e che lo influenzano. Per tutte queste ragioni decidiamo di non usare voti nella valutazione dei nostri studenti. Per contro preferiamo tramite i colloqui, gli incontri ed infine con le pagelle trasmettere ai genitori delle valutazioni discorsive che meglio si prestano a definire un quadro completo dell’andamento della crescita e dello sviluppo di un bambino celebrando i suoi successi e portando alla luce gli aspetti sui quali sarebbe bene migliorare dal punto di vista didattico, comportamentale e relazionale.

 

La scuola deve aprire orizzonti,
deve allargare i confini della mente,
deve incendiare di passioni,
deve coltivare i talenti,
deve valorizzare le differenze,

non deve incasellare in un’etichetta ed imprigionare in una realtà inventata.

Io sogno una scuola senza voti, e tu?

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